GREMIO DEI CONTADINI

 

 

 

 

Agli inizi del 1200 in un territorio poco urbanizzato come la Sardegna, oltre il 65% della popolazione abitava le campagne, mentre il restante 35% faceva parte del mondo cittadino. Ma in un economia prevalentemente agricola quale era quella del Giudicato di Torres di cui Sassari era la capitale, il 90% delle popolazione era formata da lavoratori della terra. Sul finire del XIII secolo Sassari divenne il principale centro di raccolta dei prodotti agricoli del nord Sardegna, questo comportò una progressiva crescita economica che nel 1294 portò alla costituzione della città come libero comune sotto il protettorato di Genova. Di questa crescita economica beneficiò anche la classe agricola, infatti tra i contadini i più benestanti potevano permettersi attrezzature agricole più costose ed efficaci che potevano facilitare e migliorare la loro attività produttiva. Questi iniziano ad essere identificati come "Agricoltori", coltivano terre più vaste e fertili dove possono allevare diverse specie di bestiame. Al contrario quelli economicamente svantaggiati furono costretti ad "affittare" il lavoro delle loro braccia e vengono definiti proprio in quel periodo come prestatori d'opera, "braccianti". Tuttavia entrambe le categorie sentirono la necessità di riunirsi al fine di rafforzare tra loro ogni genere di solidarietà sopratutto lavorativa. Tutto questo portò a Sassari l'affermazione di una nuova categoria di lavoratori, i "Massai" grossi proprietari terrieri riuniti con gli "zappatori" prestatori d'opera giornalieri, nella "Confraria del Poble". Questa aveva la propria cappella nella chiesa di S. Nicola e come patrona la Madonna del popolo. Con il progresso delle tecniche di produzione e l'evolversi delle attrezzature anche gli "zappatori" migliorando la loro condizione economica decisero nel 1803 di costituirsi Gremio a sè separandosi dai "Massai".Sotto il nome di "Contadini" il nuovo Gremio si pose sotto l'invocazione di San Giovanni Battista detto "di la neula" (della nebbia) appellativo attribuito al Santo affinchè scongiurasse il costante pericolo costituito dalla nebbia che recava ingenti danni alle colture. Nel 1913 grazie alla documentazione prodotta insieme al Gremio dei Massai, i Contadini provarono la loro esistenza in passato sotto la medesima bandiera del Gremio degli Agricoltori e il 16 febbraio davanti al pretore Giuseppe Giordano redassero l'atto ufficiale della loro costituzione dotandosi anche di un regolamento. Il 4 maggio dello stesso anno si incontrarono alla presenza del notaio Giuseppe Usai, venticinque rappresentanti del Gremio ed il superiore del convento di Santa Maria Padre Luigi Maria Deligia per la redazione di un testo che regolamentasse i rapporti tra Gremio e frati Conventuali. Con tale statuto venne assegnata al Gremio la Capella San Giovanni Battista recentemente restaurata. La storia più recente del Gremio è caratterizzata dalla grande partecipazione dei giovani, sempre più numerosi grazie anche al lavoro svolto negli anni passati dal compianto Antonio Gavino Derosas senza dubbio il personaggio che più ha influito nella vita sociale del Gremio negli ultimi 50 anni.

 

L'attuale divisa del Gremio e chiaramente di origine spagnola ed è caratterizzata da una giacca di broccato nero, pantaloni al ginocchio di raso nero e il caratteristico colletto di pizzo finemente lavorato detto "bavaru", completano il tutto la classica sciabola in stile spagnolo e guanti bianchi.Sulla giacca spiccano delle lavorazioni in passamaneria argentata, i bottoni delle divise più antiche sono in argento. Questa divisa , oggi indossata da tutti i componenti del Gremio, anticamente veniva indossata solo dall'obriere maggiore in carica (vedi foto precedente), gli altri gremianti indossavano un Frac nero con corpetto nero, camicia bianca, papillon nero e guanti neri. Quest'ultima divisa viene attualmente indossata da pochi gremianti anziani è denominata divisa "B". Antonio Gavino Derosas (Biografia). Antonio Gavino Derosas ( ma era per tutti "Signor Antonino") nacque a Sassari il 5 giugno 1920, primogenito di tre figli, da Antonietta Fadda e Raimondo, piccolo proprietario terriero componente del Gremio dei Contadini, grande lavoratore dedito alla famiglia ed alle tradizioni del proprio Gremio, anch'egli figlio di gremiante. Antonio fù introdotto al Gremio dal padre dal quale ereditò una grande passione per la vita gremiale, un fatto naturale per lui che già dall'età di due anni orbitava nel sodalizio del quale avrebbe vissuto in prima persona i momenti più importanti e significativi della sua storia. Con l'entusiasmo dell'adolescente vive in prima persona il momento più alto della storia del suo Gremio. la partecipazione del "suo" candeliere nel 1937. Nel maggio del 1947 fù scelto come Obriere Maggiore e ricevette l'investitura durante la festa maggiore del Gremio in onore di San Giovanni. Nel 1965 fù nominato Vicepresidente del Gremio e nel 1970 ricevette la nomina di Presidente, proprio nel periodo in cui iniziava a sentirsi più forte la crisi, infatti dai verbali del Gremio (redatti da lui personalmente per oltre trent'anni) traspare tutto il suo dispiacere per la situazione in cversa il sodalizzio dove "i soci stanno invecchiando e non si trovano più giovani da far partecipare alla vita del Gremio". Tuttavia non si arrese, neppure quando fù costretto a sostenere i costi della cerimonia in chiesa per la Festa Patronale, felice di adempiere al proprio dovere nei confronti del suo Patrono. Da lungo tempo aveva maturato un sogno: riunire in un unica associazione tutti i Gremi cittadini, per ottenere più incisività e più forza nel difendere i propri diritti e nel tutelare le proprie tradizioni. Nonostante le numerose difficoltà nel 1979 si costitui l'INTERGREMIO CITTA' DI SASSARI del quale fù nominato Presidente. Fù Presidente dell'Intergremio per oltre sedici anni sino al 1996 quando ormai non più al pieno della forze fù costretto a rassegnare le proprie dimissioni, ma per acclamazione fù nominato Presidente onorario a vita, un riconoscimento doveroso per quanto fatto per tutti i Gremi durante il suo mandato. Pochi mesi dopo colpito da un male incurabile Signor "Antonino" si spense il 29 Ottobre. Fù una grande perdita per il suo amato Gremio ma anche per tutti glia altri a dimostrazione di questo alle sue esequie nella "sua" chiesa Santa Maria , fatto unico nella storia , parteciparono tutti i Gremi in costume e con i segni di lutto. Con lui la città di Sassari ha perduto un pezzo vivente della sua storia degli ultimi cinquant'anni. A noi il dovere di mantenere sempre viva la Sua memoria

 

Il Candeliere dei Contadini.

Il Candeliere dei Contadini fù costruito per il Gremio dei Pastori e risale al XIX secolo. In seguito all’estinzione del Gremio dei Pastori il cero venne custodito all’interno del Museo Nazionale G. Sanna e solo nel 1937 fù affidato dalla direzione dello stesso Museo al Gremio dei Contadini. Di fianco vediamo la parte anteriore del fusto in legno del Candeliere del Gremio dei Contadini. Si possono intravedere in alto gli strumenti del mestiere (roncola e forbici), mentre in basso è raffigurato San Giovanni mentre battezza Gesù nel giordano, la figura e rappresentata all'interno di una corona di frutti. Si può notare inoltre come nel recente restauro siano state parzialmente recuperate delle decorazioni di rami d'ulivo dorati, la loro collocazione fa supporre che anticamente il fusto doveva esserne totalmente ricoperto. La processione detta dai sassaresi "faradda" costituisce soltanto il momento culminante di un rituale molto lungo che inizia fin dalla mattina del 14 agosto e vede protagonisti, nelle diverse fasi personaggi diversi con ruoli particolari, un’azione scenica che ha il uso specifico nel più ampio contesto della teatralità della festa. Una prima fase riguarda il cerimoniale di allestimento dei diversi candelieri, realizzati in legno e composti essenzialmente da tre parti: una base a forma di piedistallo, dove vengono alloggiate quattro stanghe incrociate fra loro, in modo tale da ottenere otto postazioni per il trasporto a braccia; una colonna, dell’altezza di circa 3 metri del diametro di 40/50 centimetri, sulla cui superficie sono dipinte l’effigie del santo patrono e le insegne della corporazione; infine, una parte superiore a forma di capitello sul quale vengono sistemate le numerose bandiere degli obrieri degli anni passati e dal quale pendono lunghi nastri colorati che, durante la processione, vengono tesi a raggiera. Nel complesso ogni candeliere pesa intorno ai quattro quintali, retti, nel trasporto, da quattro portatori per lato. Attualmente sono presenti nella processione i candelieri di nove gremi sfilano annualmente secondo il seguente ordine, fatta eccezione che per il settimo e l’ottavo posto corrispondenti rispettivamente ai gremi dei sarti e dei muratori, che si alternano nelle due posizioni: piccapidreri (scalpellini), viaggianti (viandanti), zappadori (contadini), masthri d’ascia (falegnami), urthurani (ortolani), cazzuraggi (calzolai), trapperi (sarti), fabbrigamuri (muratori) e massai (agricoltori). Si tratta di un ordine che rispecchia, in modo inverso, il prestigio sociale dei diversi gremi; infatti, l’ultimo, quello dei massai, è quello che gode di maggior prestigio. Bisogna rilevare che nel corso dei secoli si è più volte modificato l’ordine processionale, determinando, per questo motivo, accesi scontri fra gli stessi. Alcune corporazioni si sono sciolte, altre si sono aggiunte col mutare dei tempi, perfino i membri di uno stesso gremio si sono scissi, cambiando cappella e santo patrono. Per esempio, nel 1803 avvenne la separazione formale fra massai e zappadori che si costituirono in gremio nel 1913 e nel 1937 ereditarono il candeliere dei pastori che nel frattempo si erano estinti. Vediamo al lato un particolare della base del candeliere dei Contadini. Si può notare la scritta che ricorda l'antica provenienza del Gremio che insieme con i Massai formava il gremio degli Agricoltori precedentemente denominata "Confraria del Poble" dalla quale si sono separati nel 1803. Nel mosaico centrale è raffigurato l'agnello, simbolo che richiama ancora al Santo Patrono San Giovanni Battista, il quale incontrando Gesù sul Giordano si rivolse ai suoi seguaci dicendo: "ecco l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo".

 

Il candeliere storico

Il Candeliere storico e la sua copia La discesa del 14 agosto 2018 ha irrimediabilmente evidenziato i problemi strutturali del vecchio cero il quale, nonostante i numerosi restauri conservativi dei quali l’ultimo risalente alla metà degli anni novanta, non garantiva più la stabilità necessaria per poter svolgere in sicurezza la “faradda. In sinergia con l’intergremio Città di Sassari sono state emanate alcune richieste che hanno portato nel giro di un mese alle adesioni da parte del Sindaco del Comune di Sassari, della Presidenza della Fondazione di Sardegna, dell’Ordine dei Commercialisti di Sassari, della Camera di Commercio di Sassari e della ditta Confalonieri i quali, unitamente ad una libera raccolta fondi tra i cittadini Sassaresi, hanno portato all’esecuzione del progetto di realizzazione della copia del Candeliere. Il il il nuovo cero è stato presentato alla città durante una seguitissima e suggestiva manifestazione svoltasi nel chiostro della Chiesa di Santa Maria. Il nuovo Candeliere ha così partecipato per la prima volta alla discesa del 14 agosto 2019

 

Candeliere nuovo e i suoi portatori

 

 

 

La Bandiera

In occasione della festa patronale del Giugno 2002 il Gremio dei Contadini di Sassari ha presentato il nuovo stendardo realizzato dall'artigiano sassarese Tonino Spada componente del Gremio dei Sarti e presidente dell'Intergremio città di Sassari, e dell'artista Degonare che ha realizzato la tela raffigurante la scena di San Giovanni Battista mentre battezza Gesù lungo le rive del Giordano. L'opera realizza grazie al contibuto personale dell'allora Assessore alla Cultura del Comune di Sassari sig. Antonello Solinas è stata benedetta nel corso di una celebrazione svoltasi nella Basilica di Santa Maria di Betlem alla presenza di numerose autorità civili e religiose.