SIMULACRO DI SANTA MARIA DI BETLEM
VENERATO NELL'OMONIMA CHIESA IN SASSARI

(Statua lignea policroma del XIV sec.)
SANTA MARIA DI BETLEM


Questa chiesa, monumento di devozione e d'arte è segnata "misteriosamente" da due denominazioni: Santa Maria Assunta e Santa Maria di Betlem. Un nome ufficiale, quasi dimenticato, e un nome popolare.

Il personaggio è unico: Maria, la Madre di Dio, ma invocata nei momenti più singolari della sua esistenza: quando a Betlem dona al mondo il Figlio di Dio e suo, e quando entra definitivamente nella vita della gloria dei cieli.


Gli storici ci assicurano che la dedicazione della chiesa da sempre è stata alla Vergine Assunta, patrona della stessa città di Sassari, invece la datazione della denominazione della chiesa a Santa Maria di Betlem risale, secondo i documenti di cui si è in possesso, almeno all'anno 1300, quindi a circa 80 anni dopo l'arrivo dei francescani in questa chiesa. E' certo anche che la statua lignea, a giudizio dei critici d'arte, risale alla fine del secolo XIV o agli inizi del secolo seguente, ed è o di fattura pisana (per alcuni) o di fattura catalana secondo gli altri. Quindi non proveniente della Palestina come vorrebbe la leggenda.


Noi pensiamo che la leggenda sia spiegazione devota di una realtà ancora più devota e carica di fede entusiasta e popolare. Cioè: è storicamente certo che i francescani, furono pellegrini missionari della fede in Terra Santa e rimasero ininterrottamente custodi dei luoghi santi, tra cui Betlem. Inoltre tutte le province dell'Ordine Francescano dovevano rendersi disponibili a inviare alcuni frati per rendere viva questa presenza francescana in Terra Santa. Non si è fuori dalla realtà "ipotizzare" che anche francescani sardi, e di Sassari in particolare, abbiano avuto la gioiosa avventura di vivere in Terra Santa.

 

Tornati in Sardegna, e a Sassari, quello che potevano portare di meglio è stata l'esperienza di aver vissuto lì dove Maria, la poverella, aveva reso nostro fratello il Dio della Maestà così come Francesco amava contemplare la Madre di Dio e di essa parlare ai frati e ai fedeli. I frati ne parlarono con tanta fede, entusiasmo e devozione da trascinare il popolo in un pellegrinaggio ideale a Betlem, e, nell'impossibilità di un pellegrinaggio reale, impiantare qui a Sassari quasi un presepio permanente rinnovando la devozione di Francesco d'Assisi che volle sentirsi a Betlem, lì a Greccio, la notte di Natale del 1223.